arianna rossetto (dal suo profilo facebook)

In affettuoso ricordo di Arianna Rossetto

Che cosa si può dire di una ragazza morta a 16 anni?

Quando ho letto la notizia dell’incidente d’auto in cui hanno perso la vita Arianna Rossetto e suo padre ho fatto un balzo sulla sedia. Era mattina e, appena in ufficio, stavo guardando le ultime notizie. Ho fatto fatica a credere a quella notizia, meglio non volevo crederci, poi per qualche ora non riuscivo a pensare ad altro. Arianna Rossetto quel giorno, lunedì 23 maggio, era uscita un’ora prima da scuola per andare a giocare l’open di Schio dove aveva passato il primo turno per ritiro dell’avversaria. Con il padre Lorenzo si sono infilati in a31, la Valdastico, per non uscirne mai più.

La dinamica dell’incidente è tremenda: un tamponamento tra due auto costringe i Rossetto a fermarsi, la carreggiata è bloccata, e mentre sono fermi sopraggiunge un camion che li investe, la loro auto, una Golf, prende fuoco e i due non hanno scampo. Dicono che il camion non abbia frenato. Io non so perché sia successa una cosa tanto tremenda ma quello che penso è che queste cose non dovrebbero succedere.

È stato bello conoscere Arianna

Io ho avuto il piacere di conoscere Arianna Rossetto.

L’ho vista l’ultima volta l’anno scorso per il campionato a squadre di serie D1 a Dolo. Lei era 2.8 e ha giocato una buona partita contro una 3.2, liquidata in due set. Ricordo che mi aveva colpito quel suo modo di giocare profondo, sulla riga di fondo, con un buon ritmo, mettendo pressione all’avversaria.
L’avevo già vista giocare l’anno prima, era arrivata in finale nel torneo di terza categoria del TC Dolo, dove aveva dato del filo da torcere a Federica Zennaro. Aveva un buon tennis, movimenti puliti, era tenace e caparbia. Giocava con la Head Instinct azzurra.

in ricordo di arianna rossetto

Fuori dal campo era una ragazza schiva, di poche parole, forse timida e dolce ma quando ti guardava il suo sguardo era dritto e sincero. Era una bella ragazza, con lunghi capelli scuri, occhi nocciola e un sorriso luminoso, sentiremo la sua mancanza.

Arianna era una giocatrice promettente, fra le prime in Veneto della sua età, giocava per il TC di Noventa Vicentina, in provincia di Vicenza, era venuta a Dolo accompagnata da una signora del suo circolo, i suoi genitori non avevano potuto farlo. Questa signora mi aveva spiegato che spesso lei o altri soci del circolo portavano in giro Arianna a fare i tornei perché i genitori non sempre erano disponibili.

Per chi suona la campana

La morte assurda di Arianna e di suo padre colpisce in particolare quanti, genitori e allenatori, si trovano ogni giorno sulla strada per accompagnare i ragazzi ai tornei, in giro per i circoli della nostra regione. Quanti di noi hanno pensato, con un brivido lungo la schiena, che avrebbe potuto succedere a noi. Per i funerali di Arianna Rossetto è stato proclamato lutto cittadino a Noventa Vicentina.

 

Se hai conosciuto Arianna e ti fa piacere condividere il tuo ricordo con noi lascia un messaggio su questa pagina.

 

A. Bessega
(Foto credits: tennisdolo.it, facebook.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *